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Smettere di fumare fa ingrassare?

Che si prenda qualche chilo dopo aver smesso di fumare non è certo una novità. Ma qual è il motivo e soprattutto è vero che smettere di fumare fa ingrassare? L’idea che per sostituire le sigarette si mangi di più a quanto pare non c’entra: le ragioni hanno a che fare con la composizione della nostra flora batterica intestinale, che con l’addio alle sigarette si modifica sensibilmente, favorendo l’aumento di peso. Vediamo quindi perchè quando si smette di fumare si tende a prendere peso.

L’80% degli ex fumatori ingrassa in media di 7 kg dopo aver detto addio alle sigarette, e questo avviene anche senza che vi siano modifiche nell’alimentazione o nella quantità di calorie assunte. Senza sigarette riprendono vita e vigore le mucose della bocca e i cibi appaiono più pieni, intensi, saporiti. Smettere di fumare permette di riattivare al meglio il senso del gusto. È naturale, in queste condizioni, avere più voglia di mangiare. Ma si può benissimo non ingrassare, seguendo alcune semplici indicazioni sugli alimenti da scegliere o da evitare e una dieta ad hoc.

Cosa mangiare
Innanzitutto, per i primi mesi dopo aver smesso di fumare è preferibile una dieta tendenzialmente iperproteica (con tante proteine). Quindi, via libera a carne, pesce, frutti di mare, formaggi, bresaola, speck, prosciutto e uova, lasciando ampio spazio, naturalmente, anche alle verdure, alimenti essenziali. Per quanto riguarda i carboidrati, vanno messi in tavola solo quelli con un basso indice glicemico (che non fanno alzare bruscamente i livelli di glucosio nel sangue): in pratica, quelli contenuti in frutti come ananas, kiwi, mela, banana, pera, arancia, pompelmo, fragole, frutti di bosco, melone bianco e giallo, fichi, papaia, mango.

Cosa NON mangiare
Vanno invece ridotti al minimo gli alimenti con un alto indice glicemico, come questi: pane, pasta (anche integrale), riso, pizza, yogurt, dolci, gelati, succhi di frutta, frutta secca, zucchero, patate, pesche, albicocche, susine, ciliegie, uva, cachi, mandarini, castagne.

A Colazione
È un pasto molto importante: un buon menù può essere composto da due fette biscottate, un po’ di miele, un kiwi, tè o caffè. È meglio evitare yogurt e cereali. Sono invece ammessi uova e pancetta, non più di una volta la settimana, o prosciutto e formaggio. Ideale può essere una macedonia di frutta.

Lo spuntino di metà mattina
Per spezzare la fame ci si può concedere uno spuntino di metà mattina. Per esempio, una spremuta d’arancia o di pompelmo, una banana, o un pezzetto di grana. Va bene anche il succo di pomodoro con olive e sottaceti. Banditi, invece, i succhi di frutta, anche quelli con la dicitura «senza zucchero aggiunto».

I due pasti principali (pranzo e cena)
Nei due pasti principali è consigliabile un antipasto e un secondo, saltando il primo, con l’attenzione puntata solo sui cibi permessi, che vanno assunti, comunque, in quantità moderata. Per esempio: pinzimonio con olio e aceto balsamico come antipasto, oppure salumi, o frittata. Come secondo, verdura cotta o cruda e pesce (senza pane). Infine, la frutta permessa.

Movimento ed attività fisica
A un regime alimentare attento è importante associare il movimento. In particolare, bisogna optare sull’attività di tipo aerobico, con un impegno medio-basso. Per esempio, 20 minuti quotidiani di camminata o di cyclette. Utili anche gli esercizi di rilassamento (meglio se dopo cena, ogni sera). Un esempio? La passeggiata a passo sostenuto con il cane.